2.3.09


Che barba!

"Ma se parlo, non viene impedito il mio dolore;
se taccio, che cosa lo allontana da me?"

Ecchenesò?

27.2.09


15.1.09


Cogito

ergo...?

1.1.09


Anno


Ricordo sbornie fatte di anice da due soldi e campanelli suonati dall’incoscienza, nel gelo della notte ancora amica. E neve a sfiorare guance arrossate da urla di inconsapevole leggerezza. Ricordo fuochi lontani tra niente e niente, in compagnia di alterigia alcolica e grida strozzate dalla stanchezza. E pensieri impudichi tra paillettes e seni finti, mentre lo scorrere del tempo rimane ancora inascoltato. Ricordo il buio di una sala gremita di amici di una sera, nascosti nell’ombra di una serranda accostata sul nulla. E luci di una città estranea fatta di rumore e cocci luccicanti. Ricordo inviti fatti per dovere e sorrisi a nasconder lacrime, speranze segrete accostate a visi indifferenti e ad occhi rivolti altrove. Bambini urlanti, vino a fiumi, fumo azzurro e colmo di note velenose. Ricordo paure di restar solo, e gioie di ritrovare visi noti, immagini di ciò che vorresti e non sarai che per una notte. Giochi, riso, fiocchi, cibo, mamma, amici, amore solitario, la prima e l’ultima, sonno e gioia, stelle in un cielo livido di malinconia.
Ricordo e forse rimpiango.
Attesa, infinita e prosciugante.

Malinconico passaggio da oggi a ieri.

11.12.08


Piove

Non illuderti che sia così facile esser grandi, perché la nostalgia scioglie la sicurezza dell’esperienza, lasciandoci ogni volta una pozzanghera di amara e disillusa speranza.
Sogni tristi rincorrono rari istanti di quiete ed armonia, disperdendo la certezza del presente nell’indecisa nuvola del dopo.
Attesa, temuta ed invincibile pioggia.

16.11.08


Casa

Ho una casa nel cuore, fatta di sogni e di piccoli gesti risaputi e per un po’ scordati.
Vivo istanti che durano eterni, segreti e tranquilli come il suono di un’onda lontana che torna in se stessa.
Non lacrime, non memoria torva e furibonda.
Solo lunghi momenti tra due battiti di ciglia.


“A casa, di nuovo casa.

Mi piace stare qui quando posso.
Quando vengo a casa infreddolito e stanco, è bello scaldare le mie ossa accanto al fuoco.
Lontano attraverso il campo il rintocco della campana di ferro chiama i fedeli ad inginocchiarsi, per sentire gli incantesimi narrati sottovoce.”

10.11.08


Adagio

Abbandonato in questo luminoso abbraccio, che avvolge il pensiero come fosse un fluido fatto di gocce odorose di vaniglia, affinché la trasparenza si lasci attraversare senza condensare ombra.